Ogni storia che continua ha bisogno, prima o poi, di una voce nuova.
Quando Valerio e Laia iniziano il loro percorso all’interno di Colle Picchioni, lo fanno con rispetto e consapevolezza, seguendo le orme lasciate dalle generazioni precedenti. Quelle orme non sono un limite, ma una guida. Eppure, fin dall’inizio, nasce in loro un desiderio profondo: portare qualcosa che fosse davvero loro, un segno personale capace di raccontare esperienze, visioni e un modo nuovo di abitare la tradizione.
Da questo desiderio nasce Mèva.
Mèva, in catalano, la lingua nativa di Laia, significa “mio”. Una parola semplice, intima, che racchiude un senso di appartenenza profondo. Non possesso, ma riconoscimento. Non rottura, ma scelta consapevole.
Mèva è il vino con cui Valerio e Laia mettono in dialogo le loro storie, le loro culture e le esperienze vissute nel mondo. Un percorso fatto di viaggi, di confronti, di sguardi aperti su modi diversi di intendere il vino, il cibo, la convivialità. Esperienze che non cancellano le radici, ma le arricchiscono, le rendono più ampie, più contemporanee.
In Mèva Bianco e Mèva Rosso questa visione prende forma in modo diretto e sincero. Sono vini che non cercano di stupire, ma di raccontare. Raccontano l’incontro tra due anime, tra due culture, tra un’eredità solida e una voglia autentica di esprimersi. Raccontano l’idea che il vino possa essere un linguaggio personale, capace di dire chi siamo senza alzare la voce.
Mèva non è un gesto di rottura.
È un gesto di identità.
È il punto in cui la storia di Colle Picchioni incontra il presente di Valerio e Laia, e sceglie di guardare avanti. Un vino che parla di unione, di cammino condiviso, di idee che nascono viaggiando e trovano casa in un calice.
Scegliere Mèva significa scegliere un vino che nasce da una storia vera.
Una storia che non rinnega il passato, ma lo fa evolvere.
E che invita chi lo beve a sentirsi, anche solo per un momento, parte di quel “mio”.